IL CARATTERE  Il beagle è un concentrato di armonia; l'equilibriodosato della sua struttura fisica, trova un perfetto riscontro nella suo indole.Facile quindi convivere con un cane tanto mite( basta guardare l'espressione dolcissima dei suoi occhi) e che non sfodera la sua aggresività se non quando gli è richiesta, cioè nella caccia.Nella vitta di tutti i giorni delle sue doti venatorie mantiene solo la disponibilità ad accettare gli altri, dato che lavora solitamente in coppia o in muta, e quella dose di ostinazione che è alla base di buon cane da seguita.Qualcuno, a torto, si lamenta della testardagine del beagle. Ma, in fondo, che colpa ha la povera bestia, se di lui si è voluto fare un cane da compagnia?"Purtroppo" la sua eleganza e il suo mantello lo hanno reso molto più popolare di tanti altri segugi dall'aspetto più anonimo o dalla taglia più ingombrantee infatti, anche nei secoli addietro,questo cagnetto, che pure era stato selzionato ed addestrato per la caccia, era tenuto nelle corti e presso i signori del tempo come piacevole e simpatico compagno.Ma questa predilezione, immutata col passare del tempo, non è dovuta solo all'aspetto del beagle, bensì al suo carattere gaio e affettuoso, con un pizzico di caparbietà che non è mai eccessiva e che in fondo fa parte della sua personalità di segugio.Del perfetto segugio il beagle ha anche la voce che, nella muta ben congegnata, si eleva in coro "armonico e piacevolissimo", come precisa lo standard di lavoro.In casa però non è un cane che abbaia molto, e sa starsene tranquillo, limitandosi a manifestare le sue emozioni con l'agitare festoso della coda che termina con l'immancabile punta bianca. Secondo gli esperti, il profilo del Beagle e' :
REATTIVITA’ Attività: livello medio/alto Eccitabilità: livello medio/alto Affettuosità: livello medio/basso Tendenza all’abbaio eccessivo: livello medio/alto Tendenza alla minaccia di morso ai bambini: livello medio
ADDESTRABILITA’ Addestrabilità all’obbedienza: livello basso Duttilità: livello medio Giocosità: livello medio Distruttività: livello medio/alto
AGGRESSIVITA’ Abbaio territoriale: livello medio/basso Difesa territoriale: livello medio/basso Tendenza all’aggressività verso gli altri cani: livello medio Tendenza a imporsi sul proprietario: livello medio/alto
I PUNTI FORTIIl Beagle è un cane rustico, longevo. Di taglia media, compatto, l‘espressione è viva e simpatica, con quelle grosse orecchie e gli occhi “truccati“ di nero. Il Beagle è l’unico segugio ad aver avuto successo come cane da famiglia. Merito della taglia contenuta, dei colori gradevoli, il pelo raso facile da tenere pulito anche in città. Ma oltre all’aspetto, del Beagle piace anche il temperamento: confidente, gaio, poco aggressivo, discreto in casa, sportivo ma capace di accontentarsi anche di una lunga passeggiata al guinzaglio, o di esplorare palmo a palmo un giardino.C’è chi lo ha descritto come un “piccolo scodinzolatore felice”, un concentrato di vitalità e ottimismo. Alcuni soggetti sono più calmi, altri più vivaci ed eccitabili. Tende ad essere tollerante con gli altri cani, ed è in genere socievole con le persone. Malgrado il pelo corto, non teme il freddo e l’umidità. Per la taglia e il temperamento a volte riservato ma in genere poco aggressivo, è adatto a famiglie con figli, soprattutto se i bambini sono in età scolare, e possono quindi godersi una passeggiata insieme al cane.La ridotta attitudine al gioco di predazione significa meno rischi di conflitto per i giocattoli, che il Beagle non tenderà a contendere o difendere dai bambini.I PUNTI DEBOLITenuti al guinzaglio, liberi, da soli, in coppia o in enormi mute, i segugi cacciano con l’uomo da migliaia di anni. La loro abilità è tutta nel naso. Per seguire una traccia non devono lavorare a contatto con l’uomo, obbedire agli ordini o eseguire esercizi a comando. Il loro compito è accendere il naso e spegnere tutti gli altri sensi. Sono nati per questo. L’abilità di trovare e seguire una traccia può però rivelarsi piuttosto impegnativa da gestire in un cane da famiglia. In casa non ha controindicazioni, ma non appena uscite dal portoncino del palazzo, scoprite che là fuori c’è un intero mondo invisibile di odori, pronto a rapire l’interesse del vostro piccolo amico.“Rapito” descrive bene l’atteggiamento del Beagle in presenza di una traccia olfattiva. Da bravo segugio, diventa sordo a ogni altro stimolo, compreso ogni vostro tentativo di fargli alzare il muso da terra.Questo comporta di certo delle difficoltà nel richiamo, fino a rischiare di veder svanire il cane dietro a chissà quale traccia quando lo lasciate libero. Sempre l’attenzione agli odori può rendere a volte difficile evitare che tiri al guinzaglio, tutto preso a seguire qualche odorino. Se viene lasciato da solo per troppo tempo, o quando è eccitato o spaventato da un rumore, un animale, l‘abbaiare di altri cani, il Beagle si esprime con un abbaio profondo e continuato, o con lunghi ululati. EDUCARE IL BEAGLE
Il Beagle è un cane bello e simpatico, pronto ad adattarsi a condizioni di vita diverse. Per vivere insieme senza problemi, è importante curare dall’inizio alcuni aspetti della sua educazione: - Il richiamo. Usate dei bocconcini gustosi per rinforzarlo quando viene al richiamo. Insegnate al cucciolo a tornare anche in presenza di odori o altre distrazioni. Lavorate con cura all’attenzione, se vi guarda avete più possibilità di farvi ascoltare nel richiamo!- La solitudine. Il Beagle è un cane nato per vivere con l’uomo e con altri cani. Non sopporta facilmente la solitudine. Dai tre mesi di età insegnate al cucciolo a rimanere a casa da solo, in un ambiente sicuro e con gradualità. - Inibizione al morso. Il cucciolo di Beagle può avere una forte passione per masticare mani e piedi, e deve essere educato alla “bocca dolce”, soprattutto se in casa ci sono bambini piccoli. Usate dei giocattoli che potete spargere o imbottire di cibo. - Camminare al guinzaglio. Concentratevi su due obbiettivi: fargli tenere su la testa quando è al guinzaglio, e farvi seguire senza applicare tensioni e trazioni. Insistete molto, con gentilezza, e dategli sempre l’opportunità di sfogare i suoi impulsi a fiutare (in un luogo sicuro). - Cibo e obesità. I Beagle sono allievi simpatici e volenterosi nei corsi di educazione di base. Per un bocconcino farebbero di tutto! Usate il cibo per insegnare al vostro cucciolo tutte le abilità richieste per vivere insieme, ma fate attenzione alla sua linea! L’obesità è uno dei principali problemi dei Beagle. ADDESTRARE IL BEAGLE
Ancora oggi in Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia, è uno dei cani più popolari nella caccia alla seguita, a causa della sua energia, la volontà nel lavoro, e il temperamento allegro e gentile. E’ impiegato in muta, da solo e in coppia, per cacciare la lepre e il coniglio. E’ utilizzato anche come cane da ricerca antidroga e dai reparti di polizia di frontiera statunitensi per la ricerca di cibi di cui è vietata l’importazione (la famosa Beagle Brigade). Se per addestramento intendiamo i tradizionali esercizi di obbedienza, c’è da dire che i segugi non sono mai stati selezionati per l’abilità a rispondere a dei comandi. Nella seguita è richiesta persistenza, grande motivazione al fiuto, capacità di discriminare, resistenza fisica e mentale, iniziativa e indipendenza. Proprio queste straordinarie doti non li rendono però cani facili da addestrare all’obbedienza. Questa disciplina richiede infatti una notevole attenzione verso il conduttore, il cane non deve quindi essere distratto dall’ambiente esterno, dipendenza, alta motivazione al cibo o al gioco di predazione. I segugi, malgrado gli impulsi predatori molto alti, non sono particolarmente giocherelloni. E’ decisamente raro che un segugio dimostri una grande passione per inseguire e riportare una pallina. A loro vantaggio hanno di solito una buona motivazione per il cibo, e un carattere confidente e socievole. L’addestramento richiede pazienza, gentilezza e molta, ma davvero molta costanza. Al Beagle non mancano le buone intenzioni, o la capacità di imparare, ma c’è sempre un odorino pronto a catturare la sua attenzione.
 LA STORIA: DALLE BATTUTE DI CACCIA AI NOSTRI DIVANINonostante dorma tranquillo stravaccato sui nostri divani, il piccolo beagle ha alle spalle numerosi avi cacciatori provetti ed in lui stesso è ancora vivo quel istinto atavico chiamato "caccia"; lo scovate nel guizzo profondo dei suoi occhi quando al parco segue divertito una pista, quando si dimostra insofferente al guinzaglio, quando dimostra un affetto smisurato per il suo padrone. Per chi condivide le proprie giornate con questo simpatico amico non è difficile capire quanto, ancora oggi, la propensione alla caccia ed alla vita libera sia forte in lui. Sebbene alcuni cani di taglia medio piccola siano stati impiegati da sempre nella caccia, solo dal settecento in poi il beagle è stato allevato e selezionato per questa attività, diffondendosi sempre di più come cane da seguita, bravo a scovare e inseguire la selvaggina, tanto da ispirare una parola inglese, "beagling", con il quale si intende un metodo di caccia alla lepre senza l'uso di fucili, ma con l'aiuto delle sole mute di cani. Il suo uso per l'attività venatoria si è tramandato fino ai giorni nostri; sono molti infatti i soggetti che, in varie regioni italiane, accompagnano i propri padroni nella caccia al coniglio, alla lepre ed al cinghiale.Il Beagle è un segugio. I segugi sono i più antichi cani da caccia. Il loro compito è trovare e seguire la traccia dei mammiferi, permettendo quindi al cacciatore di uccidere la preda. Segugi grandi e lenti erano usati per la caccia a piedi, di taglia media e veloci per la caccia a cavallo. I piccoli e colorati Beagle diventano dei protagonisti grazie alla regina Elisabetta I: nella seconda metà del 1500 alla reale corte Britannica sono apprezzati dei segugi in una versione miniaturizzata, alti non più di 20 cm, soprannominati “Glove“ o “Pocket“ Beagle, guanto o tasca, per la taglia minuta, detti anche "Beagle Elizabeth".Nel 1700 compare però un pericoloso antagonista, il Foxhound, selezionato per la caccia alla volpe, e a grandi prede come il cervo e il daino. Il Beagle sopravvive grazie al suo utilizzo da parte della borghesia nella caccia a piedi al coniglio.La storia moderna del Beagle inizia nel 1800, grazie alla passione del reverendo Phillip Honeywood. La sua muta di segugi è infatti considerata alla base della selezione del Beagle moderno. Come tutti gli utilizzatori, il reverendo seleziona per l’abilità in un compito, non per l’aspetto fisico.E’ un altro allevatore inglese, Thomas Johnson, il primo a ricercare oltre alle doti di seguita anche un piacevole aspetto. In Europa lo standard riconosce una sola taglia: minimo di 33 cm, massimo desiderabile 40 cm al garrese. Negli Stati Uniti è distinto in due taglie: inferiore o superiore a 33 cm. Come in molte le razze da lavoro, c’è la tendenza a una doppia selezione: caccia da una parte, morfologia e vita in famiglia dall’altra. UN CARATTERE TUTTO SPECIALE: SNOOPY, IL BEAGLEIntorno agli anni cinquanta Charles Shulz pubblica le prime strisce dei "Peanuts" nelle quali racconta un mondo fatto di bambini che riflettono sulle questioni dei "grandi" come l'amore, l'amicizia, il futuro. Ma se ancora oggi si pensa a quei memorabili protagonisti di un tempo, qundo i fumetti erano fatti per far riflettere gli adulti attraverso gli occhi dei bambini, forse non sbaglio se affermo che uno dei personaggi più divertenti e che sicuramente ci torna subito alla mente è Snoopy, il cane di Charlie Brown. Snoppy è un beagle e la sua somiglianza estetica è tanto lontana dallo standard di razza quanto è simile il suo carattere! Probabilmente Shulz non dettagliò il suo aspetto fisico in quando bastava leggere pochissime strisce per capire che quel cane, Snoopy appunto, era un beagle. Il suo temperamento unico descrive in pieno il carattere del nostro amico: passa le giornate sonnecchiando sul tetto della sua cuccia, da dove nelle notti serene scruta il cielo e le stelle perdendosi in pensieri e riflessioni, come il nostro beagle assopito sul letto per lunghi pomeriggi, ad un tratto sbadiglia e si guarda intorno come a riflettere su di noi e sul nostro mondo. Quando è felice si salta sulle zampe anteriori con le orecchie al vento. E' socievole per natura tanto da essere amico di un uccellino, ma quando serve sa essere risoluto e grintoso perché Snoopy, come ogni altro beagle che si rispetti, non rinuncia alla sua forte personalità per la quale ama mettersi al centro dell'attenzione, e se nel fumetto il piccolo amico di Charlie Brown scrive romanzi, gioca a hockey, frequenta il circolo studentesco ed organizza i campi estivi, nella vita di tutti i giorni i beagle sanno riempire le giornate dei propri padroni. Festosi e dallo sguardo vivace, amano essere parte integrante della routine quotidiana condividendo gli spazi della casa e occupando i proprietari in giochi e marachelle.

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